Primo amore. È quel sentimento unico che si preserva dal logorio del tempo

Primo amore. È quel sentimento unico che si preserva dal logorio del tempo

Il primo amore è fatto di elementi rari, stretti insieme da condizioni pressoché irripetibili.

Il primo di questi elementi è l’onnipotenza del giovane che crede di potere tutto.

Primo amore. I primi amori e le prime delusioni sono fatti di elementi rari, stretti insieme da condizioni pressoché irripetibili.

Il primo di questi elementi è l’onnipotenza del giovane che crede di potere tutto, che percepisce una vita priva di ostacoli, composta solo da unicità e da possibilità, il secondo ingrediente è invece la potenza di una novità così bella come l’amore, capace di volgere a sé l’onnipotenza giovanile e, unendosi a essa, di farsi credere eterno, unico e irripetibile.

La sacralizzazione che abbiamo per il nostro primo amore si basa sulla vertigine che proviamo nel ricordarli: davanti agli occhi abbiamo tutti la luce di una potenza indiscussa, priva di zone d’ombra, priva di impedimenti e del tutto spontanea.

Alcuni di noi hanno invece il ricordo di una delusione tanto bruciante da averli fatti cambiare; sono così tante le persone che, riferendosi al dolore provato per la perdita del loro primo amore, ripetono frasi come “Prima ero così, dopo sono cambiato e ho capito che…”.

Quelle relazioni sono state uno dei perni sui quali la nostra storia ha cambiato direzione, ha cambiato consapevolezza.

La vita cambia e il modo di approcciarsi alle relazioni cambia insieme a essa: il sentimento che ricordiamo è qualcosa che un tempo ci è appartenuto, una parte della nostra memoria, di ciò che un tempo siamo stati.

Sono ricordi che si preservano anche dal logorio del tempo, come se fossero stati fissati su una tela da una vernice protettiva, che li protegge e che ne tiene vivi i colori.

Ci vuole un tempo di distacco per tornare amici con ii proprio ex

«Dopo una separazione si rimane certamente genitori, ma ciò che si spezza è il nucleo familiare. Bisogna sempre tenere a mente questa distinzione, perché altrimenti rischiamo di tornare indietro con la memoria e con la fantasia, fino a idealizzare e a rimpiangere un rapporto che ha già avuto modo di fallire. Prima di costruire un rapporto di amicizia e di cordialità con il proprio ex è giusto che vi sia un tempo di distacco, di ricostruzione personale; altrimenti si rischia di ritornare là, nel punto dal quale sì era scappati».

L’emancipazione personale richiede fatica e spesso dolore

Le nostre abitudini, a ben guardare, sono una forma positiva di ossessioni: utilizziamo il rito, la ripetizione del gesto, per difenderci dall’ignoto. Questa stabilità si radica negli spazi che viviamo e tra le persone che amiamo. La passività, quindi l’accettazione cieca di uno stile di vita senza ambizioni, limitato alla quotidianità dettata dalla famiglia di origine, è un sistema difensivo che può essere scardinato solo attraverso l’emancipazione personale, che richiede fatica e, spesso, dolore. Può capitare che l’innamoramento per una persona nuova, figlia di tradizioni diverse e di altri luoghi del mondo, possa funzionare come un innesco capace di attivare, per contrasto, il nostro bisogno di libertà. Può essere l’inizio di un lungo percorso: la libertà costa sempre fatica.

(articolo apparso su “CONFIDENZE N° 4 del 16.01.18)