Crescere senza famiglia: sentiamo di più il desiderio di averne una? Riusciamo a non proiettare tutto quello che ci è mancato sul nuovo nucleo familiare?

Crescere senza famiglia

La famiglia di origine è lo strumento primario che ci permette di costruirci una buona identità e sicurezza nelle nostre capacità.

Le prime regole sociali ci vengono date dalla famiglia di origine che, attraverso l’insegnamento di quello che si deve o non si deve fare, ci introduce nel mondo adulto.

Anche l’affettività è importante perché chi è orfano, oppure chi ha avuto genitori assenti, risente di mancanze affettive importanti che poi cercherà in altre persone.

Cercherà di costruirsi un nuovo nucleo che possa aiutarlo a coprire i buchi lasciati dalla famiglia originaria, attraverso dinamiche che potrebbero poi essere deludenti.

Le conseguenze potrebbero essere diverse: per reazione si può diventare padri troppo severi, madri troppo seduttive o troppo apprensive.

La famiglia di origine potrebbe essere talmente idealizzata da farla diventare completamente diversa dalla realtà; un po’ come se diventasse quella del “Mulino Bianco”.

Il nuovo nucleo non sarà così perfetto, così ci sarà delusione e frustrazione che metterà in crisi la coppia e i figli.

Bisogna cercare di affrontare la mancanza di una famiglia di origine mettendo in discussione, prima di tutto, noi stessi e le mancanze che abbiamo.

Se vediamo che continuiamo a reiterare gli sbagli, la psicoterapia ci potrebbe aiutare per procedere con più serenità.

Famiglie allargate: ecco i consigli utili

Famiglie allargate

Al giorno d’oggi le famiglie allargate sono una realtà da affrontare con serenità per tutti i componenti del nuovo nucleo.

Famiglie allargate: per una donna non è troppo difficile convivere con i figli avuti da compagni diversi.

Lei, in effetti, è la madre di tutti, ha un ruolo affettivo e di autorità consolidato e allo stesso tempo, naturale.

Cosa ben diversa è per il compagno che deve convivere con i figli che la coniuge ha avuto da relazioni precedenti.

Al contrario della madre, il partner, nelle famiglie allargate, è impossibilitato a esercitare un principio di autorità sui figli che non sono suoi, che hanno un altro padre, un altro modello.

In questi casi la coppia deve farsi forza e mostrarsi molto unita.

Attraverso il rapporto con la partner, che è la madre biologica, il compagno può acquisire un principio di autorità sufficiente per avere voce in capitolo.

Nelle famiglie allargate è anche strategicamente importante che il partner non sia eccessivamente severo e rigido.

 L’autorevolezza si conquista solo attraverso la fiducia e l’amicizia e non attraverso l’imposizione

Nella famiglie allargate bisogna anche porre attenzione alla “ giusta distanza”, e ricordarsi sempre chi si è e quale è il ruolo di ognuno.

Bisogna ricordarsi che il padre biologico è per il bambino molto importante e tentare di mantenere con lui un buon rapporto.

Aborto: una ferita che solo il tempo può guarire

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Troppo spesso non si considera il fatto che il dolore che una donna prova per un aborto spontaneo sia esattamente identico a quello causato da un aborto indotto.

In entrambi i casi l’aborto è tratta di una ferita profonda che può essere superata solo attraverso un lungo processo di elaborazione.

 Ci vuole tempo ed è impossibile non soffrirne. 

Per questa ragione è molto importante che la maternità mancata non venga subito rimossa da un nuovo tentativo di avere un figlio.

Anche l’uomo soffre per una paternità che non c’è più.

Tutto ciò va elaborato in coppia per poterla risaldare e non lasciare che i fili della trama si sciolgano definitivamente.

Quando è possibile, la vita di coppia e il dialogo con il proprio compagno sono i preziosi strumenti per affrontare il proprio dolore e per ricominciare.