preservativi

I nostri ragazzi hanno curiosità e stimoli sessuali a età diverse e i genitori non sempre sono pronti a riconoscere e ad accettare le domande e gli atteggiamenti dei figli. E’ questo un momento dove il mestiere di genitore diventa particolarmente difficile.

Da anni le scuole cercano di informare sull’argomento “educazione sessuale” ma non sempre con risultati positivi. L’informazione che viene, qualche volta, data o è troppo improntata sulla fisiologia interpellando medici o con psicologi non formati in sessuologia e, quindi non esperti perché non formati in scuole adatte.

L’interesse dei ragazzi per questa tematica e le difficoltà dei genitori e insegnanti ad essere pronti a rispondere, ci porta a proporre interventi aperti a varie tematiche.

Si è visto che nelle scuole dove ci sono questi tipi di interventi è possibile notare cambiamenti positivi rispetto alla capacità dei ragazzi di vivere le relazioni affettive e tutto ciò aumenta quando hanno la possibilità di sapere quali sono i luoghi dove rivolgersi in caso di necessità e a quali adulti porre le loro questioni visto che le indagini ci dicono che la maggioranza degli adolescenti ignora l’esistenza dei consultori o che vengono utilizzati raramente perché quasi sempre si rivolgono ai servizi sanitari solo se hanno un problema fisico e di una certa gravità.

La scelta di rivolgere un progetto di educazione alla sessualità alla fascia adolescenziale nasce dalla consapevolezza che questo periodo della vita rappresenta un momento critico in cui si definiscono molti elementi della sfera sessuale adulta: dalla maturazione sessuale all’acquisizione di identità e modelli di comportamento.

Le ricerche dimostrano che gli adolescenti hanno un elevato grado di soddisfazione verso gli interventi di educazione sessuale. I ragazzi considerano la scuola un riferimento importante e desiderano ricevere informazioni specialmente nell’età dei cambiamenti puberali.

La tendenza ad una crescita sempre più anticipata li porta a comportamenti che sono propri dell’età adulta, tra cui l’inizio dell’attività sessuale nel momento in cui le competenze emotive e relazionali non sono ancora sviluppate.

Le malattie sessualmente trasmissibili (MST) costituiscono uno dei più seri problemi di salute pubblica in tutto il mondo. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le MST hanno un’incidenza annua di 333 milioni di nuovi casi escludendo l’AIDS. Una delle categorie più a rischio nel mondo è quella degli adolescenti perché dei 333 miliomi almeno 111 interessano giovani sotto i 25 anni. La prevenzione delle MST è uno degli obiettivi prioritari dell’OMS e, specialmente, negli adolescenti.

L’OMS definisce la salute sessuale come “Integrazione degli aspetti somatici, emozionali, intellettivi e sociali dell’esistere sessuale, in maniera che siano positivamente arricchenti e che accrescano la personalità umana, la comunicazione e l’amore”.

Oggi parliamo di educazione sessuale, non più come semplice acquisizione di informazioni, ma come percorso che favorisce lo sviluppo delle capacità comunicative e affettive della persona; educare alla salute significa dare agli adolescenti strumenti utili per vivere una sessualità serena, consapevole e responsabile. Un’educazione globale della persona, etica e affettiva dove la sessualità contribuisce alla maturazione e formazione della personalità.

Da queste considerazioni, la promozione della salute, a partire da quella riproduttiva, tra gli adolescenti rappresenta una priorità assoluta considerando che si rivolge a una popolazione sana coinvolta nel processo di formazione e che può diventare vettore di promozione della salute, di conoscenze, di competenze e di consapevolezza.

L’OMS, in collaborazione con UNICEF, ha formulato le seguenti raccomandazioni per promuovere la salute della popolazione adolescente. Ogni azione di prevenzione dovrebbe essere finalizzata a:

– Acquisire informazioni chiare e precise rispetto ai propri bisogni di salute

– Costruire competenze psicosociali essenziali per evitare di adottare comportamenti a rischio

-Poter accedere con facilità ai servizi socio-sanitari vicini al mondo adolescente e alle sue problematiche

-Vivere in un contesto “sicuro e competitivo”

 

OBIETTIVO   GENERALE

Offrire agli adolescenti strumenti utili per vivere una sessualità consapevole e responsabile

 

OBIETTIVI      SPECIFIICI

-Accrescere le informazioni riguardanti la sessualità nei suoi molteplici aspetti

-Favorire una maggiore comprensione della diversità maschile e femminile nell’approccio alla sessualità

-Favorire nei ragazzi l’assunzione di comportamenti adeguati

-Promuovere la conoscenza dei servizi socio-sanitari e delle modalità di accesso agli stessi

 

INTERVENTO: 4 incontri di due ore ciascuno

 

METODOLOGIA: la metodologia usata intende valorizzare la partecipazione attiva dei ragazzi

 

CONTENUTI

-La conoscenza di sè: aspetti fisiologici e psicologici

-La conoscenza dell’altro

-Comportamento e Salute ( malattie sessualmente trasmesse, la contraccezione, l’accesso ai servizi)