Il rapporto con l’ ex coniuge

Il rapporto con l’ ex coniuge

È molto complicato gestire l’ ex coniuge, soprattutto quando, per l’affidamento dei figli o per scambi economici, si è costretti a mantenere iI rapporto.

Spesso si assiste a vere e proprie regressioni infantili, dove il principale scopo diviene la rivalsa sull’ ex coniuge.

I terzi, come i figli o i nuovi compagni, diventano meri strumenti di una ripicca con atteggiamenti da “Guerra dei Roses”.

Tutto quello che c’è stato di negativo nel passato rapporto viene visto come se fosse importante per il futuro sistemarlo nel modo peggiore.

Credono di avere tutti e due ragione pensando che il loro rapporto è finito per colpa dell’altro e non, invece, di tutti e due.

Dovrebbero allontanarsi e proseguire ognuno per la propria strada e, invece, sono sempre in contatto per i continui litigi.

La cosa peggiore è che spesso ne vanno di mezzo i figli e, specialmente, ne soffrono per essere usati come armi per la guerra.

In questi casi bisogna cercare un mediatore famigliare che li aiuterà a gestire con serenità il rapporto con i figli.

Se ci sono difficoltà anche tra loro due per la separazione, la terapia di coppia serve anche per ottenere un divorzio più sereno.

Sarebbe corretto, prima di intraprendere una nuova relazione, chiudere con chiarezza e determinazione quelle precedenti, così da evitare inutili ingerenze.

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Crescere senza famiglia: sentiamo di più il desiderio di averne una? Riusciamo a non proiettare tutto quello che ci è mancato sul nuovo nucleo familiare?

Crescere senza famiglia

La famiglia di origine è lo strumento primario che ci permette di costruirci una buona identità e sicurezza nelle nostre capacità.

Le prime regole sociali ci vengono date dalla famiglia di origine che, attraverso l’insegnamento di quello che si deve o non si deve fare, ci introduce nel mondo adulto.

Anche l’affettività è importante perché chi è orfano, oppure chi ha avuto genitori assenti, risente di mancanze affettive importanti che poi cercherà in altre persone.

Cercherà di costruirsi un nuovo nucleo che possa aiutarlo a coprire i buchi lasciati dalla famiglia originaria, attraverso dinamiche che potrebbero poi essere deludenti.

Le conseguenze potrebbero essere diverse: per reazione si può diventare padri troppo severi, madri troppo seduttive o troppo apprensive.

La famiglia di origine potrebbe essere talmente idealizzata da farla diventare completamente diversa dalla realtà; un po’ come se diventasse quella del “Mulino Bianco”.

Il nuovo nucleo non sarà così perfetto, così ci sarà delusione e frustrazione che metterà in crisi la coppia e i figli.

Bisogna cercare di affrontare la mancanza di una famiglia di origine mettendo in discussione, prima di tutto, noi stessi e le mancanze che abbiamo.

Se vediamo che continuiamo a reiterare gli sbagli, la psicoterapia ci potrebbe aiutare per procedere con più serenità.

Maternità e figli: un problema difficile da affrontare per la coppia

Maternità e figli

Maternità: non può avere figli e non si sente più donna e questo può creare un grande dolore difficile da affrontare.

Ho da poco scoperto di non poter avere figli.

Mio marito e io stiamo ancora cercando di capire come affrontare la situazione di non maternità, ma nel frattempo il mio desiderio sessuale è crollato. Come fare?

Livia, Torino

Capisco che tu ti possa sentire abbattuta per il problema di mancata maternità.

Devi ricordare che due persone che scelgono di stare insieme sono innanzitutto una coppia, indipendentemente dal fatto di avere o no figli.

Questo non impedisce che possiate valutare insieme come affrontare la vostra difficoltà.

È importante che vi concentriate sul vostro rapporto, facendovi aiutare da un terapeuta di coppia.

Per recuperarlo dovete allontanare dalla testa, almeno per un po’, l’idea della gravidanza e pensare a voi.

Alle donne che si trovano nella tua situazione di non maternità io suggerisco addirittura di assumere la pillola anticoncezionale per un periodo.

Così da allontanare temporaneamente aspettative legate a una eventuale – seppur remota – gravidanza e canalizzare così le proprie energie sulla relazione.

Eventualmente una terapia individuale potrebbe aiutarti a fare chiarezza sulla tua idea di femminilità, che non può e non deve essere solo legata a una possibile maternità.

Dottoressa Serenella Salomoni, 

psicologopsicoterapeutasessuologo Padova – Jesolo – Este