Sessualità e cancro nella coppia

Sessualità e cancro nella coppia

Sessualità e cancro non sembrano andare d’accordo tra loro ma diventano fondamentali per la qualità di vita.

La seduzione ha l’obiettivo di suscitare desiderio per una persona soddisfacendo un bisogno affettivo che è importante nella sessualità dopo cancro.

Affonda le sue radici nel nostro inconscio e le teorie psicoanalitiche dicono che la seduzione fa parte di noi.

I bambini si nutrono di seduzione e la sua prima forma è quella materna, dove ogni madre seduce il proprio figlio prendendosene cura.

E’ una forma di imprinting che condizionerà le sue relazioni future e la sua capacità di essere seducente da adulto, oltre la sua bellezza fisica.

Se non ci fosse la seduzione non ci sarebbe la riproduzione della specie e questo è stato verificato con numerose ricerche sociologiche ed etologiche.

Ma ancora adesso la seduzione sfugge alle leggi scientifiche ed è meglio rappresentata dalla poesia o dall’arte.

Il processo seduttivo lo ritroviamo anche e, mai come ora, nelle situazioni sociali della moda o della pubblicità.

Fa parte del mondo dell’apparire in contrapposizione all’essere, ed è il trionfo del narcisismo.

Anche la derivazione latina è ambigua : “seduco” vuol dire tirare in disparte, salvare ma anche dividere,allontanare e separare.

Siamo dei seducenti o dei seduttori? Possiamo rispondere che sono le due facce di una stessa medaglia.

I seducenti sono persone che riescono ad essere empatiche e con una capacità di ascolto dell’altro che affascina.

Questo diventa un’arma vincente nel mondo d’oggi che è pieno di voci che cercano di sovrastarsi e dove l’altro non viene considerato.

I seduttori devono provare le loro capacità di conquista con tutti i mezzi e questo diventa la priorità mettendo in luce le difficoltà che hanno:

il bisogno di continue conquiste per rafforzare la loro personalità, la fiducia in se stessi e per dare un’immagine vincente di sé.

Seduzione e Bellezza sono, una garanzia di successo che è, una vera e propria tirannia della nostra epoca, ma non sempre si coniugano in maniera armoniosa.

Sembrano non accordarsi con parole come cancro che, a sua volta, fatica a inserirsi nella parola sessualità.

Essere belli è un privilegio donato dalla natura ma è diventata una priorità sia per donne che per uomini avvicinandoli all’ossessione e alla maniacalità.

Viene perso il sottile gioco seduttivo che è una garanzia per un erotismo felice dove è importante un sano egoismo ma anche l’attenzione verso il partner.

Dobbiamo coinvolgerlo in questa esperienza ludica che è il godere totalmente e liberamente del proprio corpo e di quello dell’altro.

E’ proprio il corpo che viene messo in discussione nel cancro e la sessualità può diventare problematica.

I quadrupedi attirano il partner facendo leva specialmente sull’olfatto.

L’uomo, da quando ha assunto la posizione eretta, ha cominciato a privilegiare la vista che ha favorito l’apprezzamento della bellezza.

Scriveva Oscar Wilde che gli uomini seducono con gli occhi e le donne con le orecchie: intendendo che i primi amano guardare e le seconde vogliono sentire “belle parole”.

La cultura del mondo occidentale spesso vede nella malattia o nel dolore solo gli aspetti punitivi ed esteriori.

Non considera l’aspetto dell’elaborazione e del cambiamento di un avvenimento reale e naturale che bisogna affrontare.

La coppia ha attraversato in questi anni tutte le situazioni più difficili ma resta sempre, però, la situazione alla quale aspirano la maggior parte delle persone.

Gli affetti, la capacità di provare emozioni, ci accompagnano nella vita e influenzano anche il suo percorso verso sviluppi più o meno felici.

Implicano le passioni e il verbo che ne deriva è “patire” che ci dice che è un vivere passivo di un sentimento così forte.

Dobbiamo riflettere sull’esperienza amorosa perché è meditare sul senso stesso della vita e guardare con invidia e timore a quella tensione che si crea tra un essere umano e l’altro.

Attraversa tutta la vita catturandola e modellandola.

Il desiderio che si crea ci porta verso una completezza che ci spinge a provare sentimenti ed emozioni che ci fanno vivere meglio.

Questo desiderio deve esserci nella sessualità anche con una malattia come il cancro.

I nostri obiettivi acquistano una spinta che non abbiamo mai provato quando l’altro non c’era, e non possiamo correre il rischio di perdere tutto.

La relazione amorosa rappresenta nell’esistenza di ogni essere umano un evento fondamentale di cui difficilmente si può immaginare di poterne fare a meno.

Abbiamo paura della perdita delle nostre certezze con l’incontro del buco nero che è l’abbandono e la separazione.

Affrontare un cancro è sempre difficile sia per gli uomini che per le donne quando la malattia colpisce organi legati alla sessualità e non.

Ancor più, quando c’è di mezzo l’immagine corporea che viene modificata e che colpisce l’autostima.

La relazione di coppia ne può soffrire su tutti i piani compreso quello sessuale.

Circa il 36% delle donne che subiscono un intervento al seno per un tumore ha dei cambiamenti negativi con delle difficoltà di coppia.

Una buona sessualità, anche con una malattia come il cancro, dipende dalla buona accettazione della propria immagine corporea.

Anche dalla capacità del partner di “integrarsi” al momento e a non considerare un impedimento tutto quello che la donna dovrà subire.

Lo stesso capita ad un uomo quando viene colpito da un cancro alla prostata dove c’è la messa in discussione della sua identità di maschio.

Bisognerebbe cominciare a fare terapia di coppia, con delle consulenze, subito, nel momento stesso che scopriamo la malattia.

Dobbiamo capire quanto influenzano i problemi che c’erano prima nella coppia e che per ragioni consce o inconsce non hanno risolto, complicando il rapporto.

Florence Didier, psicoterapeuta e consulente in sessuologia presso lo IEO a Milano dice:

“ ricostruire pian piano un nuovo equilibrio nella relazione, questo è l’obiettivo del supporto psicologico di qualsiasi tipo e orientamento.”

Molte donne ( penso anche uomini) vivono con un senso di colpa il fatto di non essere disponibili per il proprio partner o di notare un calo di interesse per la sfera affettiva.

Spesso la malata\o si sente un peso,  prova vergogna per la propria immagine (aggiungo che è lo stesso sia che ci sia nella realtà o no un corpo realmente deturpato), teme lo sguardo (e il giudizio) del partner.

Lo psiconcologo ha il compito di legittimare le difficoltà psicologiche, i sentimenti negativi a cui il paziente va incontro e fare in modo che si riappacifichi con il proprio corpo (sia interno che esterno) e con la vita dopo aver superato la rabbia, la delusione e lo sconforto.

Il processo da compiere è la graduale accettazione di sé, del cambiamento e l’elaborazione del lutto per poter poi recuperare una bella intesa con il partner.”

IL cancro, può mettere in difficoltà la coppia per la paura, il senso di inadeguatezza, la perdita di stima e i sensi di colpa.

Il cancro può portare a una sessualità che va in crisi perché non può essere più come prima e mai come in questo momento deve predominare l’aspetto relazionale e affettivo.

La sessualità deve essere vissuta come aspetto ludico di piacere e non come un dovere o una prestazione da parte di tutti e due.

La cosa più importante è il dialogo dove, nell’incontro psicoterapico tutti e due i membri della coppia possono esternare le loro difficoltà e paure.

Il percorso è spesso difficoltoso e frustrante perché, nella psicoterapia, il risultato non è immediato come la pilloletta che ci prescrive il medico.

E’ anche importantissimo l’instaurazione di un buon rapporto tra il medico curante e altre figure sanitarie che si occupano del malato e lo\la psicoterapeuta.

Spesso vedo forme di potere portate avanti senza pensare al benessere del malato.

Ciascuno vive la malattia in modo diverso, da coppia a coppia, da persona a persona, e è importante rimettere in discussione il rapporto per poterne costruire uno di nuovo.

Ecco, allora, dove il rapporto di coppia diventa fondamentale e il rimettersi in gioco, come coppia, è propedeutico ad una qualità di vita migliore.

La malattia può portare a rimescolare le carte della coppia e bisogna essere motivati ai cambiamenti e alle mediazioni.

Diventa di massima importanza il potersi parlare per esprimere sia il malessere che i desideri ( il desiderio è attenzione all’altro, ricordiamocelo) che vorremmo attuare.

Cercando di tenere sempre in considerazione l’altro che la malattia ha messo in difficoltà e che non sa se quello che vuole o fa è giusto o sbagliato per il\la partner malata.

L’affettività, l’intimità e la sessualità sono la base per stare bene in coppia.

Mai come in un momento così critico nella vita di due persone è valida la frase che il filosofo Umberto Galimberti scrive nel suo libro “Parole Nomadi”:

“ la sessualità non è carne, è linguaggio; ciò a cui tende non è la scarica di una tensione ma l’incontro con l’altro perché solo desiderando l’altro o sentendomi oggetto di desiderio altrui io mi scopro come essere sessuato”.

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